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M I R I N I - T I P I  di  M A C C H I N E - P E L L I C O L E

 Indice

LE MACCHINE FOTOGRAFICHE
Volendo fare una classificazione riduttiva degli apparecchi fotografici presenti oggi sul mercato potremmo suddividerli in quattro grandi categorie:

 

COMPATTE (mirino gallileiano)
Nella categoria delle compatte si possono andare a individuare tutte quelle macchine con dimensioni ridotte come dice la parola stessa. Tranne che alcuni esemplari più costosi e per palati raffinati, queste macchine lavorano con programmi automatici che vanno selezionati in base al tipo di inquadratura che si vuole fare e dalle condizioni di luce presenti al momento dello scatto (primo-piano panoramica immagine in movimento notturna). Per ciò che riguarda la messa fuoco il sistema ottico e calibrato in modo fisso per assicurare una profondità di campo che in genera va da 60cm a infinito. Il mirino è formato da una lente concava e non e’ in linea con l’obiettivo e per questi motivo presentano un difetto chiamato difetto di parallasse (in figura) che si verifica sulle inquadrature sotto il metro di distanza, e che consiste nel fatto che la foto non corrisponde perfettamente all’area inquadrata. I vantaggi di queste macchine sono la comodità dovuta dalle ridotte dimensioni ed alla semplicità d’uso e i costi contenuti.
 

REFLEX (SLR)
Con le reflex entriamo nel campo di quelle che sono le macchine dedicate a chi vuole spingersi un po’ in là imparando a gestire lo scatto in quanto con una macchina reflex può passare, dall’ automatismo completo al manuale; che permette le impostazioni di tutti i paremetri dello scatto. Queste macchina inoltre permettono di inquadrare effettivamente ciò che si stà per fotografare mediante un sistema di specchi (pentaprisma) che fa comunicare il mirino con l’obiettivo.(vedi figura lato). Utilizzano il rullino con formato 24x36mm o comunemente chiamato 35mm.

 

MEDI FORMATI
Sono macchine con pellicole che hanno dimensioni di negativi maggiori che per essere sviluppati ad un formato predefinito richiedono un numero di ingrandimenti relativi inferiore rispetto ai formati più piccoli, riuscendo quindi a mantenere una morbidezza nei toni e una qualità nei colori superiore. Utilizzano il negativo in rullo formato 120 ed in base ai telaini adottati possono fornire fotogrammi di diverse misure (4,5x6; 6x6; 6x7 e 6x9). Uno dei più usati è il 6x6 che seppur apparentemente poco adatto per riprendere paesaggi a causa del formato quadrato penalizzante nella ripresa di ampi scenari, assicura dei buoni risultati. Il sistema di inquadratura è sempre un sistema reflex anche se in alcuni modelli anche recenti non c’e’il mirino con il pentaprisma che ricompone l’immagine ma c’e’ un “pozzetto” dove l’immagine si osserva dall’alto e appare invertita in senso orizzontale ed in alcuni casi anche in senso verticale. AVere la possibilità di una visuale dall’alto per questioni di prospettiva risulta molto interessante in quanto è possibile abbassare la macchina fino ad appoggiarla per terra riuscendo ad ottenere delle inquadrature piuttosto interessanti.
 

GRANDE FORMATO (Banco ottico)
Le macchine di grande formato sono riservate in massima parte a un uso professionale, forniscono negaativi molto grandi (9x12cm) e, oltre all’ intercambiabilita’ degli obiettivi, permettono un ampia gamma di correzioni tecniche quali il basculaggio (evita le deformazioni prospettiche), il decentramento e sopratutto la possibilità di utilizzare singole pellicole piane che permettono la possibilità di essere sviluppate singolarmente.
Tali dimensioni di pellicola comportano un estrema nitidezza sulle foto in quanto l’ingrandimento relativo per raggiungere un determinato formato è ancora inferiore rispetto al medio formato. In parole povere per ottenere una stampa di formato 24x30 occorrerà ingrandire di circa dieci volte un negativo 24x36mm mentre basteranno un paio di ingrandimenti su una lastra 9x12. Le grandi dimensioni non ne fanno di certo uno strumento da viaggio ed infatti i suoi impieghi sono sopratutto in studi per realizzare foto di moda o still-life.

 

REFLEX BIONOCULARE (TLR)
la reflex binoculare è nata molto prima della reflex SLR ed era considerata il modello d’élite. Oggi se ne producono ancora alcuni tipi,adatti all’impiego di pellicole 6x6. Il corpo è diviso in due parti uguali del tutto separate. Come dice il nome gli obiettivi che possedeva questa macchina erano due, quello superiore detto di traguardazione, collegato tramite uno specchio al mirino serviva per mirare. Quello sottostante era invece l’obiettivo di ripresa l’unico dotato di diaframma ed otturatore. Come vantaggi questo sistema aveva in ottima qualità di visione nel mirino solitamente a pozzetto; e rispetto al sistema SLR il TLR era meno costoso e permetteva di vedere l’immagine anche durante lo scatto. D’alto canto non riusciva a correggere la parallasse a ridotte distanze di ripresa.

 

P E L L I C O L E
 

Per semplificare al massimo l'argomento possiamo dire che la luce che entra attraverso l'obiettivo, viene intercettata dai microscopici cristalli di bromuro d'argento (composto chimico) che si trovano in sospensione in una sostanza gelatinosa (detta emulsione) distesa in uno strato sottile su un supporto in materia plastica.
lLa luce che colpisce la pellicola innesta tra i cristalli una reazione chimica che fa generare a questi una piccola serie di atomi di argento metallico  creando così l'IMMAGINE LATENTE non visibile fino a quando i prodotti chimici di sviluppo che in un certo modo puliscono il negativo dai microcristalli non colpiti dalla luce, rivelando e fissando sul supporto in materia plastica l'immagine negativa, che poi verrà stampata su un supporto cartaceo in positivo.

LA PELLICOLA A COLORI è consiste fondamentalmente di 3 emulsioni spalmate una sopra l'altra in modo da formare una struttura permanente a strati sovrapposti ed ogni strato è sensibile a un terzo dello spettro luminoso della luce. Lo strato superiore è sensibile al BLU, lo strato di mezzo al VERDE e il più basso al ROSSO. (RGB red-green-blu: i colori primari in fotografia e in tutti i mezzi atti a riprodurre immagini monitor, TV, proiettori). Gli altri colori riguardano in misura variabile più di un emulsione, il giallo ad esempio viene reso dagli stati sensibili al verde e al rosso.
Quando parliamo di pellicole non possiamo non parlare della SENSIBILITÀ delle pellicole. La sensibilità è espressa in ISO. Le pellicole che presentano un valore ISO basso 25, 50, 100 vengono definite pellicole lente. 160, 200 ISO sono pellicole a media rapidità; 400, 800, 1600 ISO sono pellicole rapide. Una pellicola rapide permette di affrontare riprese in situazioni di scarsa luminosità anche senza cavalletto permettendo di impostare, con obiettivi luminosi tempi di scatto abbastanza rapidi. In contropartita le pellicole più sensibile presentano una grana sulla stampa piuttosto evidente sopratutto nei formati più grandi, in quanto i cristalli di bromuro d'argento in queste pellicole sono più grandi.
Nonostante le pellicole moderne abbiano grane sempre più fini il consiglio quando si può è di utilizzare pellicole lente anche negli interni, magari aiutati da un cavalletto per evitare i mossi.

 
ESEMPI DI ESPOSIZIONI CON DIVERSE SENSIBILITÀ
 
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